Accessibilità in team di prodotto: che cosa significa e perché implementarla
L’accessibilità digitale avrà un ruolo sempre più centrale nei prossimi anni, anche grazie all’introduzione dello European Accessibility Act (EAA).
In questo articolo, che prende spunto da un precedente scritto pubblicato su MokaByte, chiariremo che cosa significa progettare con attenzione all’accessibilità e come integrarla fin dalle prime fasi dello sviluppo.
Nel prossimo numero, presenteremo un caso pratico per mostrare come si applicano questi principi nella realtà.
Accessibilità nel mondo digitale: una normativa europea
Dal 28 giugno 2025, tutte le aziende private che operano in Europa devono immettere sul mercato prodotti digitali accessibili.
Ma cosa si intende esattamente per accessibilità in ambito digitale? E quali implicazioni comporta per le aziende e i team di prodotto?
Partiamo da una definizione di accessibilità:
“la capacità dei sistemi informatici […] di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari
Legge 9 gennaio 2004, n. 4: “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici“, cd. “legge Stanca”.
In sintesi, l’accessibilità è la capacità di un prodotto o servizio di essere utilizzato da tutte le persone, senza barriere né discriminazioni.
Perché rilasciare prodotti accessibili?
Ci sono molte buone ragioni per integrare l’accessibilità nello sviluppo di prodotti digitali. I benefici toccano tutti i livelli aziendali, dai decision maker ai team di sviluppo, e si traducono in vantaggi concreti e misurabili.
1. Per un mondo inclusivo e senza discriminazioni
Rendere accessibili i prodotti digitali significa abbattere le barriere che limitano l’accesso a servizi essenziali per milioni di persone. Includere utenti con disabilità non è solo una responsabilità etica, ma un passo concreto verso una società più equa, in cui tutti possano partecipare alla vita digitale senza esclusioni.
2. Per la compliance normativa
Dal 2025, con l’entrata in vigore dello European Accessibility Act, le aziende dovranno rispettare gli standard di accessibilità definiti dalla norma UNI CEI EN 301549:2021.
Conformarsi a queste regole non solo evita sanzioni e contenziosi legali, ma consente anche di anticipare le esigenze del mercato e posizionarsi come leader nell’innovazione inclusiva.
3. Per salvaguardare la brand reputation
Un’azienda che fa dell’accessibilità un valore si distingue come socialmente responsabile e attenta alle esigenze di tutti gli utenti.
Al contrario, trascurare l’accessibilità può causare critiche, danni d’immagine e perdita di fiducia da parte dei clienti.
Un brand inclusivo comunica affidabilità e cura verso le persone, migliorando la percezione del marchio.
4. Per far crescere il business
L’accessibilità non è solo un obbligo, ma anche una grande opportunità di crescita.
Circa il 15% della popolazione mondiale ha una qualche disabilità: garantire a queste persone un accesso senza barriere significa intercettare un mercato ampio e spesso trascurato.
Inoltre, migliorare l’accessibilità porta a un design più intuitivo e usabile per tutti, aumentando engagement, conversioni e fidelizzazione.
L’accessibilità non è solo una questione etica, ma un fattore strategico che influenza il business, la conformità normativa, la reputazione aziendale e l’esperienza utente.
La normativa European Accessibility Act
A partire da giugno 2025, tutte le aziende private europee devono rilasciare prodotti digitali accessibili, conformi agli standard previsti.
Questo obbligo nasce dall’entrata in vigore dello European Accessibility Act (EAA), formalizzato nella Direttiva (UE) 2019/882, che stabilisce requisiti specifici per l’accessibilità di siti web, applicazioni mobili, dispositivi elettronici e piattaforme e-commerce.
Tali requisiti devono essere rispettati seguendo le linee guida della norma UNI CEI EN 301549:2021, la quale fa riferimento agli standard WCAG.
Le WCAG: linee guida per l’accessibilità web
Le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) sono il principale riferimento per creare contenuti digitali accessibili.
Sviluppate dal World Wide Web Consortium (W3C), queste linee guida assicurano un’esperienza web equa e fruibile da tutti, indipendentemente dalle abilità individuali.
Le WCAG definiscono tre livelli di conformità progressivi: A (base), AA (intermedio) e AAA (avanzato).
La normativa richiede che i prodotti digitali rispettino almeno il livello AA, garantendo così un’esperienza accessibile alla maggior parte degli utenti.
Percepibile, utilizzabilie, comprensibile, robusto
Le WCAG si basano su quattro principi fondamentali, che ogni contenuto digitale deve rispettare per essere davvero accessibile:
- Percepibile: le informazioni e i componenti dell’interfaccia devono essere presentati in modo tale da poter essere percepiti da tutti, indipendentemente dalle capacità sensoriali.
- Utilizzabile: gli elementi dell’interfaccia devono essere utilizzabili da tutti, inclusi gli utenti che impiegano tecnologie assistive o metodi di input alternativi.
- Comprensibile: il contenuto e il funzionamento dell’interfaccia devono essere chiari e privi di ambiguità, evitando confusione per gli utenti.
- Robusto: i contenuti devono essere compatibili con una vasta gamma di tecnologie e strumenti, attuali e futuri, per garantirne una corretta interpretazione.

Cosa cambia per i team di prodotto?
Rispettare la normativa sull’accessibilità richiede ai team di prodotto una trasformazione significativa, possibile però per ogni azienda con il giusto approccio.
Il primo passo è comprendere che l’accessibilità deve essere “by design”, cioè integrata fin dalle prime fasi di progettazione, sia nel design sia nello sviluppo.
Il più grande errore è considerare l’accessibilità un elemento secondario da affrontare solo nelle fasi finali del progetto.
Trasformare il modo di lavorare
Quando in Thanks Design abbiamo iniziato a occuparci sistematicamente di accessibilità, abbiamo capito che questo tema avrebbe cambiato il nostro modo di lavorare e di supportare i team di sviluppo.
È stato necessario allineare le competenze e far evolvere l’approccio consolidato di un team di otto UX/UI designer. Fin da subito, abbiamo capito che il cambiamento non poteva essere immediato: l’accessibilità andava introdotta gradualmente, partendo dalle basi.
Il nostro percorso si è sviluppato in due fasi principali, che possono essere utili spunti per tutti i team di prodotto che vogliono intraprendere una trasformazione accessibile.
Il primo passo è stato costruire le fondamenta, ovvero integrare l’accessibilità all’interno del team.
Il secondo è stato lavorare su un progetto reale, applicando quanto appreso e validando il nuovo approccio progettuale.
Mettere le fondamenta
Vediamo ora cosa ha significato questo primo passo e, nel prossimo numero, approfondiremo l’esperienza di lavorare su un progetto reale.
Per mettere le fondamenta è stato necessario sensibilizzare l’azienda, formare le persone e definire un nuovo approccio.
Sensibilizzare l’azienda
Anche se può sembrare ovvio, il primo passo è ottenere il consenso all’investimento in formazione all’interno dell’azienda.
Nel nostro caso abbiamo trovato apertura e disponibilità. In altre realtà, l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act è l’argomento chiave.
Si può infatti sottolineare la necessità di conformità normativa, insieme ai vantaggi legati a inclusione, brand reputation e opportunità di business, temi che toccano aspetti altrettanto rilevanti.
Formare le persone
Il tema della normativa e delle WCAG si è rivelato inizialmente complesso da affrontare.
Per questo abbiamo deciso di coinvolgere consulenti esterni, che ci hanno fornito una chiave di lettura più chiara su un argomento così articolato.
Gli esperti ci hanno aiutato a definire una formazione strutturata, che ha coperto diversi livelli:
- normativa;
- principi di accessibilità e progettazione di interfacce;
- linee guida WCAG e best practice, sia di design sia tecniche;
- creazione di documenti accessibili, un aspetto spesso sottovalutato ma fondamentale, considerando quanto PDF, documenti Word e presentazioni siano parte della nostra quotidianità.
Definire l’approccio
La sfida più importante è stata integrare l’accessibilità nel nostro processo progettuale.
Attraverso una serie di incontri interni, abbiamo ridefinito l’approccio affrontando alcune questioni chiave:
- Qual è l’impatto dell’accessibilità nelle fasi di discovery e ricerca utente?
- Come condividere efficacemente le informazioni con il team di sviluppo?
- Quando e come inserire momenti di validazione?
- Come garantire la formazione delle persone esterne coinvolte nel progetto?
Conclusioni
Come probabilmente è già chiaro, l’accessibilità è un tema complesso che richiede competenze diverse: aspetti normativi, metodologie progettuali e scelte tecniche.
Nel prossimo articolo racconteremo un caso di studio significativo e sfidante, che mostra come abbiamo integrato questi elementi nel nostro percorso progettuale per creare un prodotto accessibile.