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Categorie articolo: Deploy Value

Intré Camp 11 giugno 2026 – S-Loft

26 Giugno 2026 - 8 minuti di lettura

Il secondo Intré Camp del 2026 è andato in scena giovedì 11 giugno presso una location nuova per il nostro evento: lo spazio eventi S-Loft a Lissone (MB). Per questa giornata, trascorsa senza ospiti esterni, abbiamo fatto un esperimento riguardante le nostre Gilde: la Gildonfiera.

Siete curiosi?

Nell’articolo troverete, tra gli altri, un paragrafo dedicato alla Gildonfiera e un riassunto della Unconference.

Buona lettura!

Apertura della giornata

Francesco Rigillo, CEO di Intré e di Betrusted, ha curato un report riepilogativo dell’anno 2026 e di alcune iniziative interne.

AI in Intré

Dopo il discorso di Francesco, Alex Mufatti, CTO nonché partner di Intré, ha curato una presentazione dedicata all’ennesima rivoluzione che stiamo vivendo: l’Intelligenza Artificiale, o più comunemente AI.

Alex ha toccato diversi punti, ricordando che l’AI non è più solo uno strumento da sperimentare: sta entrando nei processi quotidiani e può aumentare velocità, qualità e capacità produttiva. Per generare valore reale, però, non basta usarla: servono competenze diffuse, workflow condivisi, attenzione alla sicurezza e metriche che valutino l’impatto complessivo. L’obiettivo non è essere semplicemente “AI-first”, ma costruire un’organizzazione AI-sostenibile, in cui l’efficienza si traduca in risultati migliori per aziende e persone.

Dalla presentazione di Alex è nato un interessante dibattito che ha coinvolto tutti i presenti in sala, compreso il board di Intré composto da Francesco Rigillo, Alex e Fabio Ghislandi.

Inizio Intré Camp 11 giugno 2026
Inizio dibattito AI Intré Camp 11 giugno 2026
Fabio Ghislandi apertura Intré Camp 11 giugno 2026
Dibattito AI Intré Camp 11 giugno 2026
Francesco Sacchi dibattito AI Intré Camp 11 giugno 2026

Gildonfiera: la nostra prima volta

La Gildonfiera nasce come esperimento per rendere il momento di condivisione delle Gilde più dinamico, partecipato e vicino agli interessi delle persone rispetto al classico appuntamento di Gildonferenza tradizionale (se vuoi approfondire, ecco come è andata la Gildonferenza del precedente Intré Camp del 6 febbraio 2026).

Come funziona una Gildonfiera?

L’idea è quella di trasformare la classica Gildonferenza in una sorta di Bazaar, o mercato. Per tutto il tempo dedicato all’iniziativa, ogni Gilda ha a disposizione uno spazio in cui presentare il proprio outcome attraverso demo, approfondimenti e momenti di domande e risposte. Le persone possono muoversi liberamente tra gli spazi, scegliendo quali contenuti seguire in base ai propri interessi.

Le presentazioni si ripetono in diversi slot temporali, permettendo a pubblici differenti di partecipare e ai membri delle Gilde di alternarsi nel racconto del lavoro svolto. Non è previsto l’obbligo di utilizzare slide: al centro dell’iniziativa c’è il confronto diretto, la condivisione degli outcome e la possibilità per ogni partecipante di costruire un percorso più utile e personale.

Nei prossimi paragrafi potrete leggere un breve resoconto di ognuna delle Gilde protagoniste della prima Gildonfiera.

Insert Coin

Questa Gilda ha progettato e realizzato un cabinato arcade (ulteriormente personalizzabile con frontalino e pannelli Intré), pensato per animare gli spazi dell’ufficio e diventare un elemento interattivo e attrattivo alle conferenze con banco sponsor e agli eventi aziendali.

Il progetto ha coinvolto assemblaggio, cablaggio, personalizzazione hardware e software, fino alla creazione di un tema Batocera coerente con l’identità aziendale, sviluppato anche con il supporto dell’Intelligenza Artificiale. Il lavoro è stato documentato in tutte le sue fasi e ha portato alla produzione di file CAD riutilizzabili, utili per replicare o far evolvere il cabinato nel tempo.

Gymbro vision

La Gilda ha esplorato la progettazione di un’applicazione capace di verificare in tempo reale la corretta esecuzione degli esercizi, offrendo feedback correttivi attraverso l’AI. Il percorso ha unito ricerca con un personal trainer, analisi dei competitor e progettazione UX/UI, sperimentando anche interazioni vocali e realtà aumentata. Sul fronte tecnico, il team ha definito un’architettura cloud a consumo e valutato MediaPipe per il riconoscimento dei movimenti del corpo, con l’obiettivo di rendere l’esperienza efficace, accessibile e sostenibile.

Durante la Gildonfiera le persone (me compreso) hanno avuto modo di testare la propria capacità motoria facendosi monitorare dall’applicazione durante l’esecuzione di squat a braccia alte.

Il Signore degli Agenti – Gruppo 1

Questa Gilda ha esplorato strumenti e approcci per la codifica agentica, con particolare attenzione alla gestione delle skill, del contesto e del consumo di token.

Ogni incontro è partito da “JournalAI”, un momento di confronto creato appositamente per questo studio per aggiornarsi sulle novità raccolte durante la settimana, per poi dedicarsi alla sperimentazione pratica di tool, LLM e modalità di orchestrazione degli agenti.

Il percorso ha permesso ai partecipanti di acquisire maggiore consapevolezza nella scelta delle soluzioni più adatte, dalla gestione di codebase esistenti ai piccoli automatismi interni, fino al coordinamento di più agenti sullo stesso progetto.

Il Signore degli Agenti – Gruppo 2

Il secondo gruppo della Gilda “Il Signore degli Agenti” ha esplorato un approccio graduale all’uso degli agenti AI nello sviluppo software.

Il percorso parte dalla definizione chiara del contesto di progetto, passa attraverso pianificazione, implementazione e review, fino alla creazione di skill condivise e workflow che integrano test, strumenti esterni e controlli automatici. L’obiettivo non è delegare senza supervisione, ma usare gli agenti in modo consapevole per rendere più efficienti le attività ripetitive, mantenendo il controllo sulla qualità del codice e sulle decisioni più importanti.

Spec first, code later

I partecipanti di questo gruppo di studio hanno approfondito lo Specification-Driven Development, un approccio che mette al centro la definizione delle specifiche prima dell’implementazione del codice.

Dopo lo studio della documentazione e di strumenti come Spec Kit, OpenSpec, BMad e SPPD, il gruppo ha sperimentato workflow differenti su tre progetti distinti. Il percorso ha permesso di consolidare la conoscenza del paradigma SDD e di comprenderne più concretamente strumenti, modalità di utilizzo e potenzialità.

The PVE Squad!

La Gilda ha approfondito Proxmox Virtual Environment (PVE) con l’obiettivo di prepararsi a una possibile migrazione dall’attuale ecosistema in uso in azienda, VMware vSphere. Dopo due corsi online, il gruppo ha messo in pratica quanto appreso simulando su un vecchio server uno scenario vicino alla produzione: dall’installazione e gestione di Proxmox alla migrazione delle macchine virtuali, fino alla configurazione dei backup. L’esperienza ha permesso di verificare concretamente Proxmox come possibile alternativa a vSphere, pur lavorando in assenza di un’infrastruttura reale.

Per la Gildonfiera i partecipanti di questa Gilda hanno organizzato una demo per dimostrare la potenza di PVE: migrare una macchina da una Virtual Machine a un’altra mentre un utente è intento a giocare al celebre videogioco Minecraft!

Toc toc… chi è?

L’unica Gilda non presente alla Gildonfiera, per la natura dell’outcome.
La Gilda ha infatti approfondito i principali temi legati alla Gestione delle Identità e ai protocolli di sicurezza moderni, analizzando l’evoluzione dei sistemi di autenticazione e autorizzazione e confrontando alcuni tra gli Identity Provider più diffusi, come Keycloak, WSO2, Shibboleth e Apereo CAS. Una parte centrale del lavoro è stata dedicata alla realizzazione di un playground digitale basato su Docker Compose, utile per sperimentare l’integrazione tra Gateway, Identity Provider, Web App e API attraverso OAuth 2.0, OpenID Connect e SAML 2.0. Il percorso ha incluso anche approfondimenti su autorizzazioni granulari, RBAC, PBAC e capability-based design.

Gilda
Persone che giocano ai videogiochi, Intré Camp 11 giugno 2026
Gilda
Gilda
Gilda
Gilda
Altra Gilda

Unconference

Terminato il momento della Gildonfiera, Fabio Ghislandi, Agile coach e partner di Intré, ha dato avvio alla Unconference illustrandone il funzionamento e presentando gli spazi e gli orari disponibili per le sessioni.

La programmazione è partita dal marketplace: ogni partecipante ha potuto proporre un tema, raccontarlo brevemente al gruppo e collocare il proprio post-it nell’agenda, scegliendo lo slot più adatto. Al termine delle proposte è seguito un momento di confronto per confermare o riorganizzare il programma. La regola era semplice: ogni spostamento poteva essere deciso solo da chi lo proponeva, insieme alla persona che aveva ideato la sessione coinvolta.

Di cosa abbiamo parlato durante la Unconference?

La Unconference di questo Intré Camp dell’11 giugno 2026 è stata come sempre ricca di sessioni interessanti.
I temi hanno riguardato prevalentemente il mondo dell’Intelligenza Artificiale: un mini-hackathon sulle pratiche di sviluppo AI-assisted, un dibattito sui costi dell’utilizzo di agenti AI, un altro su OpenSpec e il vibe coding. E ancora: dibattiti sul tema “AI e il suo impatto sul lavoro nello sviluppo software”, cybersecurity, e sessioni che escono completamente dal mondo di Intré, come quella sul primo soccorso portata da Alberto Maggioni che, dotato di manichino, ha mostrato ai presenti come applicare alcune manovre di rianimazione cardiopolmonare.

Di seguito trovate un breve resoconto di quattro sessioni.

Un giro in orbita

Nel corso del loro intervento, Gabriele Riva, Account Manager di Betrusted, e Davide Ornaghi, co-founder dell’azienda, hanno raccontato due soluzioni attualmente in sviluppo, in collaborazione con Intré: la prima pensata per rendere continuativo il penetration testing delle infrastrutture, la seconda orientata all’individuazione automatica delle vulnerabilità direttamente all’interno del processo di rilascio del software.

Questioni filosofiche su TDD e clean code nell’era dell’AI

Fabio Ghislandi ha moderato questa sessione dedicata per parlare, insieme ai presenti, del cambiamento che l’AI sta portando nel lavoro dello sviluppatore software.

Per molte persone questo passaggio genera spaesamento e può essere vissuto come la perdita di una parte della propria identità professionale: attività, competenze e abitudini consolidate sembrano improvvisamente da rimettere in discussione.

Da qui sono emerse alcune domande: ha ancora senso fare Test-Driven Development (TDD)? Il “Clean Code” (qui il link al celebre libro di Robert C. Martin) mantiene la stessa importanza? E quali competenze saranno davvero centrali nei prossimi anni? La risposta condivisa non è stata quella di abbandonare pratiche e metodologie, ma di riconsiderarle come strumenti e non come obiettivi. Scrivere codice pulito e manutenibile, ad esempio, resta utile anche quando intervengono gli agenti AI: un codice ordinato rende più semplice per il modello recuperare informazioni, comprendere il contesto e produrre risultati coerenti.

Allo stesso tempo, una parte crescente del lavoro potrebbe spostarsi verso l’analisi, la raccolta delle informazioni e la definizione accurata del problema. La qualità delle istruzioni fornite a un agente AI dipende infatti dalla qualità del contesto che si è riusciti a costruire. Delegare attività tecniche può aumentare l’efficienza, ma richiede anche la capacità di verificare il risultato e di non perdere progressivamente competenze fondamentali.

La riflessione ha riguardato anche il percorso delle figure junior. Se in passato la crescita passava soprattutto dall’affiancamento con persone più esperte nella scrittura del codice, in futuro potrebbe svilupparsi maggiormente attraverso la capacità di comprendere i bisogni, comunicare, raccogliere informazioni e tradurle in istruzioni efficaci per gli strumenti AI.

Digital sovereignty & U

Valentina Sona, Offensive Security Specialist di Betrusted, ha portato un momento di confronto sui temi dell’indipendenza tecnologica, un interesse emerso dalle recenti Unconference dei nostri Camp.

Cosa è emerso dalla discussione? Non c’è un solo modello di indipendenza che vada bene per tutti: si è parlato sia delle tecnologie in sé sia delle motivazioni, interne ed esterne, che spingono qualcuno a cercare di allontanarsi dalle applicazioni delle grandi aziende tech.

Un chatbot per il nostro tool interno di gestione delle Gilde

Francesco Romeo, per il suo progetto di tesi della laurea specialistica in Computer Science presso l’Università degli studi di Milano-Bicocca, ha presentato il suo percorso di sviluppo di un chatbot RAG locale integrato nel nostro sistema interno di gestione delle Gilde. L’obiettivo del chatbot è di rendere interrogabile la conoscenza delle Gilde in modo affidabile e controllato.

La soluzione combina modelli linguistici eseguiti in infrastruttura interna, recupero ibrido delle informazioni e strumenti di diagnostica che permettono di verificare quali documenti hanno contribuito a ogni risposta.

Il progetto evidenzia come la qualità di un sistema AI non dipenda solo dal modello utilizzato, ma anche dal contesto recuperato, dalla tracciabilità delle decisioni e dalla capacità di evolvere nel tempo.

Marketplace unconference Intré Camp 11 giugno 2026
Valentina Sona Marketplace unconference Intré Camp 11 giugno 2026
Marco Loregian Marketplace unconference Intré Camp 11 giugno 2026
Marketplace Betrusted unconference Intré Camp 11 giugno 2026
Agenda unconference Intré Camp 11 giugno 2026
Unconference esterno Intré Camp 11 giugno 2026
Betrusted unconference Intré Camp 11 giugno 2026
Unconference Intré Camp 11 giugno 2026
Primo soccorso unconference Intré Camp 11 giugno 2026
Cybersecurity unconference Intré Camp 11 giugno 2026
Hackaton unconference Intré Camp 11 giugno 2026
Unconference esterno 2 Intré Camp 11 giugno 2026

Conclusione

L’ultima sessione della Unconference ha concluso il programma della giornata, lasciando spazio a un momento di confronto condiviso.

Prima dei saluti, ci siamo ritrovati nella sala principale per raccogliere feedback su questo Intré Camp dell’11 giugno e, in particolare, sul primo esperimento di Gildonfiera. Un’occasione utile per riflettere su quanto emerso e individuare nuovi spunti per i prossimi appuntamenti.

Il prossimo Intré Camp è previsto tra la fine di settembre e la prima settimana di ottobre, per l’ultimo incontro del 2026.

Alla prossima!

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