Intré Camp 6 febbraio 2026 – La Vecchia Filanda
Il primo Intré Camp del 2026 è andato in scena venerdì 6 febbraio, e per l’occasione siamo tornati all’agriturismo La Vecchia Filanda di Brusaporto (BG). Il Camp è un momento importante per confrontarci, condividere idee e rafforzare il senso di comunità.
In questo articolo io e Marta vi faremo rivivere i momenti all’insegna dell’apprendimento e scambio di conoscenza della giornata tra i quali spiccano la Gildonferenza e l’Unconference.
Buona lettura!
Apertura della giornata
Francesco Rigillo, CEO di Intré e di Betrusted, ha curato un report riepilogativo dei risultati conseguiti nel 2025 e di alcune iniziative interne.
Dopo il discorso di Francesco, Fabio Ghislandi, Executive Agile Coach nonché partner di Intré, ha provveduto a presentare gli ospiti esterni hanno partecipato attivamente alla giornata, passando poi la parola ai moderatori della Gildonferenza, Stefano Maffeis ed Emanuele Bassis.
Gildonferenza
Il nome “Gildonferenza” unisce i concetti di Gilda e conferenza. Questo appuntamento ha l’obiettivo di mettere in luce l’attività delle Gilde , attraverso una breve presentazione dedicata alla condivisione di risultati, idee ed esperienze raccolte nell’ultimo quadrimestre.
Per conoscere cosa sono i percorsi di Gilda leggi l’articolo dedicato.
Di seguito è riportato un riassunto degli interventi delle Gilde operative nel terzo quadrimestre del 2025.
F#
La Gilda F# ha adottato un approccio fortemente pratico nel suo percorso con il linguaggio F#, un linguaggio .NET a connotazione funzionale. Durante gli incontri è stata prodotta una mole significativa di codice – oltre 5100 linee in F# e più di 2500 in C# – ma il vero valore è stato il percorso stesso. La sperimentazione ha permesso al gruppo di confrontarsi con concetti tutt’altro che banali e di interrogarsi sulla loro reale applicabilità in contesti reali, specialmente su progetti cliente già avviati.
L’output è un repository nel GitLab aziendale: un archivio di conoscenza e un punto di partenza concreto per chi vorrà continuare a esplorare.
Tabletop RPG
Durante le sessioni della Gilda il gruppo ha esplorato tre universi narrativi molto diversi tra loro, con un obiettivo comune: rafforzare i legami e l’affiatamento del team attraverso il gioco di ruolo. Hanno sperimentato tre diversi giochi di ruolo:
- Prism, immergendosi nelle paure e tensioni di una società distopica;
- Numenera, un mondo costruito sulle macerie di otto civiltà scomparse;
- Dungeons & Dragons (quinta edizione), una narrazione collaborativa volta a raccontare saghe di valore, con amici seduti attorno a un tavolo che intrecciano storie e gli unici limiti sono nella loro immaginazione.
i3Banchetto
Una Gilda dall’obiettivo chiaro: rivoluzionare l’esperienza degli stand che portiamo alle conferenze, trasformandoli da posti noiosi a hub di interazione. Partendo dall’idea di creare un flusso che unisce registrazione veloce via QR Code dell’utente e mini-giochi immediati, il gruppo ha sviluppato da zero un portale web completo. Questo include un pannello di amministrazione, un sistema di gestione iscrizioni e una suite di cinque mini-giochi (come Tetris, Memory e Arkanoid), ognuno con una classifica per alimentare la sana competizione. Costruito con tecnologie moderne come Angular, Phaser e Node.js, il progetto ha l’obiettivo di aumentare l’acquisizione contatti e generare interesse, ma ha anche permesso al team di approfondire in modo pratico un framework di game development.
Argilda – Laboratorio di ceramica
Questa Gilda è concepita come un percorso collettivo che trasforma l’antica arte della ceramica in una metafora di esplorazione condivisa. I partecipanti hanno intrapreso un vero e proprio viaggio attraverso le tappe fondamentali della storia dell’argilla, sperimentando in prima persona tecniche di modellazione e decorazione. L’esperienza è arricchita da un approccio sensoriale profondo e inaspettato: laboratori al buio e l’utilizzo di elementi naturali, come foglie e fiori, stimolano la percezione in modo nuovo, spingendo il gruppo a sviluppare linguaggi espressivi e relazionali innovativi.
PhotoSelector AI
Il team della Gilda ha raccolto il problema che molte persone affrontano quando, dopo una vacanza, devono selezionare le migliori tra le centinaia di foto scattate. È stato sviluppato un prototipo completo e modulare che integra cinque modelli di intelligenza artificiale (tra cui NIMA, PIQE + BRISQUE e CLIP) che vanno dalla valutazione estetica e tecnica alla ricerca semantica e alla diversità degli scatti, il tutto senza dipendenze cloud, nel pieno rispetto della privacy. Il risultato è un tool funzionante, capace di ridurre drasticamente i tempi di selezione e di restituire all’utente il controllo sulle proprie immagini.
Il lavoro ha anche fatto emergere alcuni limiti attuali: modelli pre-addestrati che talvolta fraintendono lo stile artistico o perdono dettagli nella compressione. Ma è proprio da questa consapevolezza che il gruppo ha gettato le basi per evoluzioni future, dimostrando che la vera innovazione non sta solo nella tecnologia, ma nel saperla interrogare con sguardo critico.
AI Century Fox
La Gilda ha lavorato a un progetto di intelligenza artificiale che trasforma un semplice prompt testuale in un prodotto cinematografico, generando automaticamente trame, locandine e trailer attraverso un sistema di agenti IA collaborativi. Il lavoro si è concentrato sull’esplorazione e l’integrazione delle tecnologie più avanzate per l’intelligenza artificiale agentiva, con l’obiettivo di comprendere a fondo il funzionamento, l’autonomia decisionale e le possibilità di integrazione di questi sistemi.
Per raggiungere questo scopo, il gruppo ha analizzato e implementato concetti come il Function Calling per l’invocazione strutturata di strumenti, un server MCP come interfaccia centrale, e protocolli A2A per la comunicazione efficiente tra agenti, integrando il tutto in un framework .NET. Il risultato è un’architettura funzionante in cui un frontend avvia il processo interrogando un “Producer Agent”, che coordina e attiva dinamicamente gli agenti specializzati necessari per creare l’intero pacchetto creativo, dimostrando concretamente il potenziale dei sistemi multi-agente nella produzione di contenuti complessi.
Junior Angular Developer
In questa Gilda, nata con lo scopo di preparsi alla certificazione Junior Angular Developer, i partecipanti hanno affrontato un percorso di apprendimento strutturato e collaborativo. Gli incontri si sono divisi tra studio guidato sulla documentazione ufficiale, approfondimenti individuali e sessioni pratiche di coding, al fine di di consolidare le basi teoriche del framework e migliorare il metodo di lavoro.
Come ulteriore riprova delle conoscenze acquisite, il gruppo ha sviluppato una versione in Angular del Tic Tac Toe, il gioco del tris.
Intréndo
La Gilda ha realizzato “Island Adventure“, un videogioco d’avventura sviluppato con il motore Phaser. L’obiettivo era creare un’esperienza solitaria e immersiva che sfidasse la logica e lo spirito di esplorazione, ambientata in un’isola misteriosa piena di segreti. Il team ha lavorato seguendo un processo creativo agile che, partendo dal brainstorming, ha abbracciato ogni aspetto: dalla progettazione del game design e degli ambienti 2D con Tiled, alla composizione di un’audio originale, fino allo sviluppo di una trama avvincente con dialoghi curati.
Il risultato è un videogioco giocabile e robusto, caratterizzato da un movimento fluido, puzzle narrativi, una grafica interessante e un’attenzione inclusiva alle tematiche LGBTQ+, che invita il giocatore a una vera e propria avventura personale alla scoperta di ogni angolo dell’isola.
Unconference
Terminate le presentazioni delle Gilde, Fabio Ghislandi ha aperto la Unconference spiegandone brevemente lo svolgimento e illustrando gli slot temporali e gli spazi disponibili alle persone per proporre e seguire le sessioni. Grazie Fabio e Marta Ghislandi che come sempre preparano il tabellone e i cartoncini con le indicazioni.
Il primo passo è generare le proposte di intervento tramite il marketplace: ciascun partecipante, munito di post-it, presenta la propria sessione e la posiziona in uno degli slot orari predisposti nell’agenda.
Alla fine della presentazione delle proposte, sono stati dedicati alcuni minuti per confermare la configurazione delle presentazioni o apporre delle modifiche, rispettando un’unica regola: solo chi chiede uno spostamento, insieme al proprietario del post-it coinvolto, può prendere una decisione in merito.
Di cosa abbiamo parlato durante l’unconference?
L’unconference di questo primo Camp del 2026 è stata ricca di temi proposti e con un’agenda che rendeva difficile scegliere quali talk seguire.
I temi sono stati diversi: workshop di accessibilità digitale e di branding partecipativo, talk su React e Use Effect e riflessioni sul ruolo dell’Intelligenza Artificiale nello sviluppo del codice e come il ruolo dello sviluppatore si sta modificando. Ma non solo: abbiamo parlato di crittografia moderna e di diritti digitali, di come alcuni bug nei videogiochi siano diventati feature, di come coniugare lo sport con la vita lavorativa e di come può impattare e migliorare le relazioni nel team.
L’elenco dei temi toccati potrebbe andare avanti ancora, ma vogliamo approfondire alcune sessioni che abbiamo seguito.
Bastone, carota e…?
In occasione di questo Intré Camp di febbraio 2026 Marco Loregian, che in Intré svolge il ruolo di Agile Delivery Manager (ADM), ha analizzato le dinamiche della motivazione umana in ambito professionale, evidenziando il divario tra le prassi manageriali tradizionali e le evidenze scientifiche contemporanee. La relazione approfondisce come la motivazione evolva dal mero istinto di sopravvivenza verso la ricerca di gratificazione nel lavoro creativo, sottolineando che i sistemi di incentivazione esterna (il paradigma “bastone e carota”) risultano spesso controproducenti per compiti complessi che richiedono ingegno e innovazione.
Attraverso l’analisi dei bisogni fondamentali, degli scopi e delle rappresentazioni mentali, Marco parla di un modello in cui l’organizzazione non deve “motivare” direttamente le persone, bensì creare le condizioni ambientali ottimali affinché l’individuo possa coltivare la propria motivazione intrinseca. Tale processo si fonda su tre pilastri cardine: l’autonomia nelle modalità di raggiungimento degli obiettivi, lo sviluppo della competenza (o padronanza) e la condivisione di uno scopo che trascenda il mero profitto individuale o aziendale.
Vi riporto alcuni riferimenti utili:
- “Drive: The Surprising Truth About What Motivates Us“
- “From needs to goals and representations: Foundations for a unified theory of motivation, personality, and development.“
- “The fifth discipline: The Art and Practice of the Learning Organization“
Perché ci importa così tanto del giudizio degli altri? Una guida per capirlo (e liberarsene un po’)
Pierpaolo Muzzolon, Business Coach e trainer anche per Intré, ha curato uno speech dedicato a un tema delicato: perché ci importa del giudizio degli altri?
Il desiderio di approvazione non è una debolezza, ma una caratteristica umana universale.
1. Le radici del problema
La nostra preoccupazione nasce da due fattori principali:
- Motivo Psicologico (Dati): Usiamo le opinioni degli altri come “pezzi di un puzzle” per costruire la nostra identità e capire chi siamo.
- Motivo Evolutivo (Sopravvivenza): Per i nostri antenati, l’esclusione dal gruppo significava morte certa. Oggi, il nostro cervello reagisce al rifiuto sociale attivando le stesse aree del dolore fisico, ma lo fa in modo sproporzionato a causa dell’esposizione costante ai social media.
2. Il meccanismo del blocco
Questa paura si traduce in due fenomeni interni:
- La Vergogna: Un’emozione potente che ci fa sentire inutili o immorali, spingendoci a comportamenti conformisti (come il virtue signaling) pur di non essere esclusi.
- Il Freno a Mano: La paura del giudizio attiva il Sistema di Inibizione Comportamentale (BIS), che ci impedisce di agire, sperimentare e vivere pienamente, mantenendoci in uno stato di paralisi.
3. Strategie per liberarsene
Il testo suggerisce tre azioni pratiche per allentare questo “freno a mano”:
- Realizzare l’indifferenza altrui: Ognuno è troppo concentrato sul proprio “psicodramma” personale per analizzare i nostri difetti. Ricordare che “a nessuno importa davvero” è liberatorio.
- Possedere i propri difetti: Abbracciare apertamente le proprie stranezze o i propri errori toglie potere agli altri. Se sei il primo a riderne, nessuno può usarli contro di te.
- Smettere di giudicare: Giudicare gli altri legittima, nella nostra mente, il fatto che gli altri giudichino noi. Trasformare il giudizio in osservazione neutra ci protegge dall’ansia sociale.
In sintesi, l’obiettivo non è l’indifferenza totale (tipica di disturbi antisociali), ma un equilibrio. Capire che siamo biologicamente programmati per temere il giudizio ci permette di riconoscerlo, ridimensionarlo e, infine, aprire la porta della nostra “prigione” mentale.
Workshop di accessibilità digitale
Andrea Sironi, designer di Thanks Design, ha proposto un workshop sull’accessibilità digitale. Andrea ci ha guidato nel compiere dei task, apparentemente banali, con l’utilizzo di voice over o della sola tastiera su siti web di note compagnie aeree e di prenotazione di alloggi. Quello che abbiamo capito è che prenotare una vacanza con gli strumenti che dovrebbero favorire l’accessibilità è difficile, se non impossibile. La vera accessibilità digitale è più lontana di quello che crediamo.
Branding partecipativo
Emanuele Mantovani e Cristina Azzarito, Head of Design e Designer di Thanks Design, ci hanno illustrato come si svolge un workshop di branding partecipativo. Loro affiancano il team che vuole creare un nuovo brand dall’ideazione del nome all’individuazione delle sue mission, vision e proposition, dall’ideazione del logo alla generazione della brand identity. Emanuele e Cristina ci hanno mostrato come tutto questo avviene tramite l’utilizzo di canvas e altri strumenti partecipativi, mostrandoci come è stato il processo di brand identity di Dnamic e di Human Reloaded.
Breve storia della crittografia moderna fino ai diritti digitali
Valentina Sona, Offensive Security Specialist di Betrusted, ha portato una sessione sulla crittografia moderna fino ai diritti digitali di oggi lasciando un messaggio essenziale: dobbiamo scegliere le applicazioni e i prodotti digitali tenendo a mente la sicurezza e il rispetto della privacy oltre che ad altre variabili che influenzano le scelte.
Le app europee, che oggi vengono scelte al posto di quelle non UE, non sempre soddisfano i protocolli sulla sicurezza e sulla privacy dei dati, quindi il fatto che siano europee non è sinonimo di garanzia in questo senso. Informarsi prima di scegliere quale servizio usare è quindi fondamentale per la tutela dei nostri dati.
Conclusione
L’ultima sessione dell’unconference ha chiuso i battenti, ma non la giornata!
Prima di salutarci, ci siamo ritrovati nella sala principale per uno scambio di feedback su questo primo Intré Camp del 2026, condividendo impressioni e idee.
Ci rivediamo a giugno per il prossimo Intré Camp!
Alla prossima!